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Nasce la Sezione Attori Italiani di SLC CGIL

Clicca qui per scaricare il documento politico conclusivo del VI Congresso Nazionale Straordinario di scioglimento del SAI SLC CGIL - Sindacato Attori Italiano (20-05-2013)

La Sezione Attori Italiani è uno degli organismi che costituiscono l’area della Produzione culturale del Sindacato Lavoratori della Comunicazione (SLC) CGIL. La Sezione nasce dall’iniziativa di un gruppo di Attori che in accordo con le Strutture Nazionali e Territoriali del SLC ha inteso dare continuità al lavoro del disciolto Sindacato Attori Italiano.

La Sezione Attori nasce, dunque, per accogliere al suo interno i tanti professionisti che per anni hanno dato vita al Sindacato Attori e quanti ad essi vorranno aggiungersi con lo scopo di partecipare al rilancio di un progetto sindacale di più ampia portata e di maggiore rappresentatività.

La Sezione Attori ha tra le sue finalità quella di non disperdere l’identità storica e culturale del SAI ma soprattutto di realizzare quel salto di qualità  necessario a conseguire gli obiettivi strategici di riassetto contrattuale del settore.

La spinta propulsiva che scaturisce dalla capacità di operare in sinergia con le altre realtà artistiche e tecniche dello spettacolo, raccolte nella stessa Area della Produzione Culturale del SLC CGIL, costituisce inoltre il presupposto indispensabile per una battaglia comune, finalizzata al conseguimento e alla rivisitazione delle norme giuridiche che regolamentano questo importante comparto lavorativo.

Alla Sezione Attori possono aderire tutti gli attori professionisti iscritti al SLC CGIL,

Nei lavori della prima assemblea organizzativa è stato individuato e votato il Coordinamento Nazionale della Sezione Attori Italiani  e il suo Coordinatore Nazionale.

 

Il Nostro Cammino

Le prime organizzazioni promosse dagli attori a salvaguardia del lavoro e delle condizioni sociali, si intersecano con la nascita stessa della professione. Lunghissimo è infatti il percorso che portò il nostro paese, nel 1865, al riconoscimento di una posizione giuridica per l’attore, rendendo così possibile la disciplina dei rapporti di lavoro e la tutela dei diritti primari attraverso le società di mutua assistenza. A seguito di tale riconoscimento si costituirono, agli inizi del novecento, le prime vere forme di sindacalizzazione, tra queste, la Lega degli Artisti Drammatici con Achille Majeroni e Cesare Dondini tra i consiglieri.
Il lavoro della L.A.D. conseguì solide e fondamentali conquiste quali: il regolamento unico di palcoscenico, il contratto unico di lavoro e la formazione di compagnie cooperative.

Nello stesso periodo presero vita anche altre organizzazioni, tra le quali: la Lega di Miglioramento Attori Drammatici; che dalle pagine del suo famoso organo di stampa: L’Argante; proclamò uno dei primi scioperi del settore, contro i Capocomici, nel 1919.

I fermenti e le conquiste conseguite all’inizio del secolo ebbero un brusco congelamento con l’avvento del fascismo, durante il quale, anche l’ambiente artistico come il resto della società, subì pesanti restrizioni alla libertà di espressione. Lo spettacolo assunse sempre più le sembianze della propaganda di regime, mentre ogni voce alternativa venne messa a tacere, così come il libero sindacalismo.

Al termine del secondo conflitto mondiale l’impegno sociale degli attori tornò nuovamente visibile. Erano gli anni durante i quali l’industria cinematografica si espandeva, e quella italiana, con il Neorealismo, scriveva una delle pagine più belle della sua storia.

Non mancavano però i problemi, costituiti prevalentemente dall’assenza di una legge che regolamentasse il comparto e dalla dilagante presenza sul mercato nazionale della produzione americana.
Gino Cervi, Anna Magnani e Vittorio De Sica, sono solo alcuni dei nomi di spicco che a Roma, aprirono il grande corteo del 1949 (al quale appartiene la foto in testa al nostro sito web, facente parte dell'Archivio Sindacale del Centro Studi Enrico Maria Salerno, che gentilmente ce ne concede l'utilizzo), conclusosi a Piazza del Popolo con il discorso del Segretario Nazionale della CGIL Giuseppe Di Vittorio.
L’imponente manifestazione portò all’approvazione di una prima legge di tutela per la cinematografia italiana.
Nello stesso anno, presso il civico 33 di Lungotevere dei Mellini, veniva affissa una targa con la dicitura: Sindacato Nazionale Attori di Prosa; anche la terminologia, dunque, non lasciava più dubbi sulla natura dell’associazione. A promuoverlo, ancora una volta, fu l’impegno di Achille Majeroni, che mantenne la carica di Segretario fino al 1954, mentre Ruggiero Ruggieri lo affiancò nel ruolo di Presidente Onorario.
Il Sindacato, come nella migliore tradizione, si dotò di un giornale per la diffusione dell’informazione: Il Teatro di Prosa; che sotto la guida del capo redazione Achille Lucariello, rappresentò la voce degli attori teatrali per un decennio.
Gli anni cinquanta furono un periodo di profondi cambiamenti: con il definitivo superamento del dualismo Cinema-Teatro, la strutturazione dell’attività di doppiaggio, ma soprattutto con la nascita della Televisione, che imprimerà una svolta epocale a tutto il mondo dello spettacolo.
Furono queste trasformazioni, con i conseguenti riflessi di carattere sociale, alla base della scelta che portò Gino Cervi, Giancarlo Sbragia, Enrico Maria Salerno, Saturnino Manfredi, Arnoldo Foà e Marcello Mastroianni a costituire nel 1960 la SAI, Società Attori Italiani.
Promotore e consulente legale: l’avvocato Alberto Cortina.
La SAI è in breve tempo l’organizzazione più radicata nel mondo dello spettacolo, con una azione trasversale che spazia indistintamente dai contratti Rai ai contratti del Teatro, dal Cinema ai Regolamenti di Palcoscenico.
L’azione della SAI si caratterizzò, anche con aspri conflitti, per circa un ventennio, in sintonia con il contesto politico-sociale di quegli anni, animato dalle grandi proteste operaie e dai movimenti studenteschi, non a caso, uno tra i più accaniti motivi di scontro fu per l’abolizione della censura.
I protagonisti di quelle battaglie, diedero un significativo contributo al progresso sociale che il nostro Paese conseguì tra gli anni sessanta e settanta, ma insieme alle conquiste, di volta in volta conseguite, per attrici ed attori sorgevano anche nuove e più insidiose sfide.
Nel 1976 erano iscritti al collocamento speciale per lo spettacolo 10842 attori, di cui 3492 donne, evidenziando, già allora, come il rapporto tra iscritti al collocamento e disponibilità lavorative fossero sproporzionate. Inoltre la televisione, con l’apertura delle emittenti private e l’introduzione del colore, si imponeva come intrattenimento di massa, ridimensionando ulteriormente gli spazi di Cinema e Teatro.
Nel 1979 per far fronte alle nuove sfide e meglio tutelare la categoria, la Società Attori Italiani avviò la propria trasformazione in Sindacato affiliandosi alla FILS CGIL (successivamente FILIS, oggi SLC CGIL).
In questa rinnovata veste, gli attori proseguirono le loro battaglie negli anni ottanta contro l’imposizione della recitazione in lingua inglese e l’utilizzo indiscriminato del doppiaggio, restituendo al pubblico, con il volto, la voce originale dell’Attore.
Nel 1988 al termine di una lunga fase costituente il Sindacato Attori si struttura ed elegge il suo primo Segretario Generale: Pino Caruso.
L’attività di quegli anni, oltre a portare avanti le rivendicazioni di carattere contrattuale, si caratterizzò per affermare il riconoscimento e la tutela del diritto connesso, e conseguentemente, per riceve compensi a fronte di riproduzioni audio-visive.
Il principio, recepito dalla legislazione italiana, rappresenta il conseguimento di uno dei traguardi più significativi delle battaglie sindacali recenti.
Per l’esigibilità di tale diritto era stato fondato, nel 1977, l’Istituto Mutualistico Artisti Interpreti Esecutori (IMAIE).
Il secondo congresso del SAI, nel 1994, elegge Segretario Generale Massimo Ghini. L’attenzione verso i diritti e le tutele degli attori, nell’ottica di una rapida integrazione europea, spingono il SAI a stringere i rapporti con la Federazione Internazionale degli Artisti (FIA) che rappresenta più di cento sindacati ed associazioni professionali di artisti interpreti nel mondo. E’ attraverso la Federazione internazionale che gli attori si organizzano per fronteggiare i problemi di una società sempre più globalizzata.
Nel giugno 2000, è Sergio Cofferati a presiedere i lavori del terzo congresso del Sindacato Attori Italiano, dove Massimo Ghini assume il ruolo di Presidente, mentre l’incarico di Segretario Generale è affidato a Massimo Cestaro.
Il Sindacato Attori entra nel nuovo millennio con alle spalle un secolo di lotte che proseguono e si rinnovano fino ai nostri giorni, tra le più importanti: la conquista del primo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore Doppiaggio e la riforma dell’IMAIE, a seguito della quale, per la prima volta, è stata data a migliaia di artisti, la possibilità di comporre liste ed eleggere le nuove strutture dirigenti dell’Istituto. l’IMAIE effettua così un significativo salto di qualità in termini di collegialità, funzionalità e trasparenza.
Il Direttivo Nazionale del SAI, riunito a giugno 2005, elegge con voto unanime Maurizio Feriaud nell’incarico di Segretario Generale in sostituzione di Massimo Cestaro chiamato a nuovo incarico nella segreteria SLC.

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